lunedì 10 ottobre 2011
Reazionari di tutto il mondo, unitevi!
Finalmente mi è ritornata un po'di voglia di scrivere un pezzo. Era da giorni che me lo ripromettevo: "Andrè, scriv stu pezz!", ma sinceramente la voglia latitava e parecchio. Il perchè è subito spiegato: in realtà è tanto lo sconforto che c'è poco da dire. La crisi economica del mondo, e soprattutto del nostro Paese, è ormai una barzelletta. Le questioni Berlusconi-Tarantini-Lavitola sono talmente da "arrovellarsi il gulliver" (cit.) che mi sembra superfluo ed inutile parlarne. In Italia la democrazia sta diventando un'optional non è una novità: son 17 anni, quasi 18 ormai. Della Valle ci spiega che fa schifo la politica, giusto perchè il Governo non sgancia più come una volta. Parlarvi degli annosi problemi della sinistra e dei comunisti in questo momento è come sparare sulla Croce Rossa.
Talmente è lo scoramento in questo periodo che, l'altro giorno, in pieno congresso ho sbroccato davanti ai miei compagni. Così giusto per attaccare turilla, come direbbe Camilleri. E allora addosso contro le prospettive di un'alleanza di governo con il Pd, e addosso sulle nostre evidentissime colpe del sopimento sulla classe operaia.."ci vogliono far credere che non ci sono più le classi, ma in realtà gli industriali la lotta di classe la fanno...eccome se la fanno!". Questo periodo è proprio da sangue alla testa, non trovate? Non riesco a sopportare i rivoluzionari da tastiera che fino a qualche giorno fa pubblicavano sulle loro bacheche facebook, "bimbominkiate" (stronzate da preadolescenti, per i miei lettori più agèe), ed ora sono tutti "Indignatos". "Ma andate a cagares" vi direi io (pesa il recente viaggio a Saragozza), ora che si sente "fizzo di miccio" (odore di bruciato, per i miei lettori "padani) siamo tutti rivoluzionari. Spacchiamo là, occupiamo le piazze, le poste, il telegrafo! La Qualunque colpisce ancora, e i leader nazionali di questi movimenti ti trattano come un appestato se cerchi di far capire loro che è forse la scelta capitalista che ci ha portato nella situazione in cui siamo. "No rivoluzione allora!", ti risponderebbero loro, se si togliessero la maschera, "ci basta una reazione". Ed ecco qui uscire prepotentemente allo scoperto slogan che ricordano gli anni tristi dei Moti di Reggio Calabria. Oppure ecco lì chi aspetta le parole d'ordine dal Pd, che in tutti i modi sta cercando di mantenere invariati gli interessi della classe dirigente di questo Paese. Vorrei sapere chi pensa, in un'ottica europea, che il Partito Democratico possa considerarsi ancora un partito di sinistra? Vi prego mi contatti e mi spieghi come fare per capire...a volte leggi certe dichiarazioni e pensi "Toh guardo sto coglione di Fassina del Pdl"..ma poi ti rendi conto che hai aggiunto la L come un riflesso condizionato, e ti sale la pressione a mille e cerchi rifugio nel cuscino, e ci gridi dentro per sfogarti, visto che le lacrime e lo sbigottimento sono finite da un po'. Come può una forza di opposizione essere così tacimente reazionaria è oscuro da capirsi: esempio lampante i già citati, nei post precedenti, fatti della Tav.
Dopo queste parole di amore incondizionato verso il Pd, il mio segretario mi comunicherà, scherzosamente, che mi attenderà la Commissione di Garanzia del partito, commissione, per chi non lo sapesse, atta all'omicidio politico di chi fa il bambino cattivo.
La sorte dei miti(li) sognatori è triste in questi anni! Come racconterò ai miei nipoti cosa sono stati questi anni? "Senti a nonno, vai a giocare fuori va, peppiacere!".
domenica 21 agosto 2011
Sotto il cielo di un'estate italiana
Grandissima estate in quel di Batalia (cit.da il Grande Dittatore), e non solo.
All'inizio mi scuso per la mia assenza, ma era in progetto l'estate "ignorante" e quindi mi sono dedicato a cose molto più meschine e abiette.
Dalle terre di Filomena Cozza Deturpata (visto le ultime vicissitudini che hanno colpito la miticoltura del tarantino), in questi giorni ho avuto modo di riorganizzare un po'le idee per scrivere un degno post; ce ne sono un bel po'di argomenti:
1) le rivolte di Londra: erroneamente (o furbescamente) tacciate come "rivolta di giovani teppistelli", la reazione inglese alla crisi mondiale (mediaticamente indotta) è stata veemente e giustificata. Questa volta non è un Paese dell'Africa Settentrionale, nè un Paese asiatico a "sbroccare", bensì la civilissima Inghilterra. I sobborghi sono esplosi, come qualche anno fa le periferie parigine. Sapientemente, per paura di emulazione dei popoli degli altri Stati, ecco i media(compresi i social media) che trasmettono di continuo le immagini del ragazzino derubato da un branco di coetanei; la tecnica del "pericolo per la gente comune" subito attivata, polizia sugli scudi e violenza "socialmente" accettata per reprimere le proteste. Sono convinto che in mezzo alla rivolta sicuramente ci sia stato più di qualche sciacallo (qualcuno anche infiltrato, come sempre) che abbia colto l'occasione per fare razzia (gli Stati Uniti ci insegnano anche questo). Derubricare il tutto ad una "rivolta di giovani teppistelli" mi sembra molto riduttivo e sbagliato.
2) la crisi economica mondiale: riapro la parentesi crisi, accennata nel passaggio precedente. Affermo che tale crisi è una delle innumerevoli chiacchiere che ci vogliono propinare. Quest'ennesimo attacco del capitalismo mondiale alle classi meno abbienti (vedi le misure che si stanno applicando in tutti i Paesi) mi fanno salire il sangue alla testa. Facendo riemergere in me il mai sopito odio per le banche (reali padroni delle nostre vite e dei nostri destini), proporrei la nazionalizzazione di quelle banche che sono, a dire dell'elite, la causa della crisi. Ritengo poi che sia disgustoso che un'agenzia di rating possa decidere le sorti di un Paese, quale esso sia la Spagna, l'Italia o gli Stati Uniti. Ciò vuol dire che quando votiamo, in realtà i nostri voti non contano un cazzo, se a decidere sono dei capitalisti chiusi nella stanza dei bottoni, che dicono se il tuo Paese è "economicamente affidabile" o meno.
3) Confindustria si rifà sotto: in questa bagarre da crisi, ecco che Confindustria si riaffaccia prepotentemente per ricavarne sempre maggiore profitto. Ed eccoli lì, che nel pieno delle vacanze estive, ci fottono il 25 aprile, il 1 maggio e il 2 giugno, tutte festività che hanno sempre mal digerito, proprio perchè nella testa loro l'unica cosa a contare è il denaro. Poi chiaro, i massoni di Confindustria mica lavorano mai, cosa ne possono sapere della Festa dei Lavoratori, fascismo o democrazia, monarchia o repubblica loro i soldi li fanno comunque, quindi via 25 aprile e 2 giugno. Appena però avanza l'idea del contributo di solidarietà, eccoli subito scattare come i forsennati a difendere il loro patrimonio. Perchè tu povero lavoratore devi sgobbare e devi sacrificare le tue giornate sacrosante, mentre l'imprenditore non sia mai che rinuncia al suo yacht. Quann è cris, è cris p tutt, belli miei, anche per il Vaticano (figura di merda interplanetaria, per il nostro Stato che non fa pagare l'Ici alle strutture ecclesiastiche)!
4) rigurgiti qualunquisti: in ultimo voglio parlare dei miei animali da compagnia preferiti, quei qualunquisti che di tanto in tanto, e sempre meno di rado, affollano la mia bacheca facebook, la mia casella di posta, la mia vita quotidiana, inquinandomi le orecchie con ovvietà e vuoti intellettuali che mi fanno cadere sempre le palle a terra. "I politici hanno i privilegi" MA VA??? Ma davvero? Ma chi l'avrebbe mai detto? E quindi? "E' tutto un magna magna", "Sono tutti uguali" aridaje! Il giorno che il magnamagnesimo e il sonotuttiugualismo abbandonerà la mia esistenza, quando tutta questa gente smetterà di seguire il "caro leader" di turno, quando la smetteranno di dirmi che credo in "un'ideologia sconfitta e superata dalla storia", mi metterò a ballare il tuca tuca con Gianni Florido.
Più avanzano gli anni della mia vita e più mi rendo conto che la mia Batalia si merita proprio un altro Bonito Napoloni!
lunedì 11 luglio 2011
Chi non salta Berlusconi è!

Nei vari post sul mio blog ho analizzato varie forme di homo politicus; ho parlato degli indifferenti, dei leccapiedi (a vario titolo e diritto) e ho accennato, nel pezzo sull'antifascismo, a figure di nuova generazione che chiamo i tifosi politici.
Questo genere di personaggi sono coloro i quali fanno della propria fazione politica un "team" per cui tifare come si fa per le squadre sportive.
Queste persone hanno i loro idoli indiscussi, che non si possono "toccare" senza scaturire indignazione e dileggio (proprio come fanno gli juventini quando gli tocchi Del Piero); hanno la loro squadra antagonista a cui non possono e non devono dare appello, aprioristicamente ("L'Inter ha rubato più di noi"); e tutti quelli che odiano la squadra nemica, allora sono da tributare ed idolatrare temporaneamente, fino a quando non diranno qualcosa che cercherà di smarcarsi dal fardello del nostro appoggio ("anche secondo il presidente del Catania l'Inter ha rubato, e allora W il presidente del Catania"). Sostituite all'Inter la parola Berlusconi (o chi per esso), facciamo che gli juventini sono il centrosinistra (e Del Piero sia un Vendola, un Bersani qualsiasi) e facciamo che il presidente del Catania sia il Saviano o il Gianfranco Fini della situazione. Che cosa cambia?
L'eccessiva semplificazione della politica italiana, e di riflesso, nelle nostre menti, della politica mondiale, ci ha portato ad essere acritici e acefali da non capire che, non è perchè uno non ama il mio avversario, vuol dire che è un mio amico. E allora rimaniamo spiazzati quando Saviano difende il governo di Israele (dal suo punto di vista, giustamente) o quando Gianfranco Fini caga fuori qualche vecchio retaggio del suo essere post-fascista.
A chi vogliamo dare la colpa di questo "mondo del tifo" applicato alla politica? Solo a Berlusconi? O al fatto che l'alternativa che si propone a Berlusconi è parecchio confusa e parecchio simile alle idee dell'attuale premier? Questa politica che si è svuotata di contenuti, e si è riempita di sterili immagini ci ha fatto abbandonare quel minimo spirito critico, per cui alle manifestazioni non si urlano più slogan per qualcosa, ma si canta "Chi non salta Berlusconi è!". Quest'impoverimento, ahinoi, è trasversale; colpisce in ogni area; come fra i fascisti, anche fra molti compagni che ragionano in questa maniera perversa ed auto-distruttiva. A mio parere, ragionando così, non facciamo altro che avvalorare la tesi del "sono tutti uguali" che da anni (che sembrano secoli, ormai) imperversa nella mente del cittadino medio.
Faccio bene ad inorridire quando sento che alcuni compagni, animati da questa vocazione "internazionalista", appoggiano le politiche comodamente antiamericane (che poi antimperialiste non lo sono affatto) di Stati governati da dittature che, la prima cosa che hanno fatto saliti al potere, è stata quella di cancellare i comunisti. Si appoggiano questi Stati perchè si ribellano al potere totale statunitense. E allora tributi a Gheddafi, Saddam Hussein ed altri personaggi che poco hanno a che vedere con le nostre culture. Appoggiare e sostenere i popoli assoggettati alla fame di dominio americana, non vuol dire appoggiare chi ha assoggettato prima quei popoli alle sue politiche dittatoriali.
E' semplice capire che la politica, la storia e la società non sono come una partita di calcio o di basket. Questo pezzo è solo un breve sfogo, perchè ritengo che questo modo di pensare ci stia facendo scomparire dalla faccia della terra, e stia favorendo un'idea della politica personalizzata, che anche a sinistra pare aver fatto breccia, per la disperazione (sto immaginando eh) dei nostri padri culturali.
Sono sicuro di generarmi, con queste parole, aspre critiche, proprio perchè alcuni di quelli che leggeranno queste parole si riconosceranno nel tifoso politico. Senza creare casino fra i vari commenti, ed innescare polemiche a non finire, ne può parlare direttamente con me.
lunedì 4 luglio 2011
"Mio cuggino" era un blecchblocche!

Non so quanti di voi abbiano la fortuna di conoscere questo pezzo fantastico di Elio e le storie tese (ascolta). E' un pezzo favoloso sulle leggende metropolitane, tutte fatte da questo fantomatico "cuggino".
Ecco, a proposito di leggende metropolitane, parliamo della manifestazione di domenica 3 luglio in Val di Susa. Dimostrazione molto partecipata (50 mila secondo gli organizzatori, i soliti mille per la Questura), molto colorata e molto vitale. Ma anche molto osteggiata, da tutte le parti politiche parlamentari, Pd e Pdl in testa. Inutile starvi qui a riportare le affermazioni dei vari Fiano (responsabile sicurezza del Pd) e di uno a caso dei tanti del Pdl, che accorrono sempre in difesa (a parole chiaramente, non nelle finanziarie) dell'operato dei tutori dell'ordine. Ormai non ci si può più sorprendere delle parole di esponenti del Pd, sempre più lontani da una qualsiasi idea di reazione agli abusi, questi sì perpetrati dai poliziotti e dai carabinieri nello sgombero del cantiere di qualche giorno fa. Ti mazzulano, ti attaccano e ti lanciano lacrimogeni al gas Cs (giusto illegale quando ad usarlo era Saddam Hussein, diventato magicamente "legale" quando sono le polizie occidentali ad utilizzarlo per disperdere i manifestanti).
Un altro movimento trasversale quello dei noTav. C'erano amministratori, famiglie, partiti politici, gente comune e ragazzi dei centri sociali. E come sempre, quando ci sono questi movimenti, ecco apparire i "facinorosi", quelli che le veline, pubblicate da Repubblica.it (che ringraziamo per averci continuamente tenuti informati sui feriti delle forze dell'ordine, mentre di quegli altri poco ci interessava), si affrettano a definire "black block".
Da quanto tempo, i cari "black block" non tornavano alla ribalta. E stranamente, eccoli qua, proprio come le manifestazioni del g8 di Genova (uno dei più grandi, se non il più grande movimento trasversale, che andava dai boyscout agli autonomi veneti). Onnipresenti quando ci sono questi eventi. Come mai?
Delegittimata come una qualsiasi protesta "Nimby" (acronimo di "Not in my back yard", "non nel mio giardino"), si capisce bene che non è solo una protesta contro il deturpamento di un'area, bensì una chiara manifestazione contro un'opera non considerata di importanza vitale per i trasporti (chiaro che le linea ad alta velocità non sono proprio un'opera per il proletariato, quando a dover avere maggiore attenzione sono i trasporti regionali, ancora rimasti a standard anteguerra). Chiaro che si potrà ribattere che questa è un'opera che "l'Unione Europea pretende e finanzia coi suoi soldi". E credo che, è proprio il movimento noTav a non mirare solo alle politiche dello stato italiano, bensì alle politiche comunitarie che fanno dell'Europa sempre più un mondo a misura di manager e di gente abbiente.
Tornando ai black block, queste figure leggendarie (nel vero senso del termine) che appaiono sempre durante queste manifestazioni, secondo il mio punto di vista non credo, e ogni volta me lo si conferma, siano realmente un movimento esistente. E mi spiego questa cosa, perchè ad ogni santa manifestazione questi riescono tranquillamente a "scavallare" la digos, che conosce tutto e tutti quelli che fanno parte dei vari movimenti di protesta. Come mai, sempre, i black block, sempre annunciati e temuti, si presentano alle manifestazioni? Come fanno? Sono scapocchioni gli agenti che non ci sono attenti, o sono distrazioni volute per tacciare tutto un movimento di essere violento? Oppure questi black block non sono altro che gente (esterna e interna alle forze dell'ordine) ingaggiata per fare casino e screditare?
Probabilmente non avremo mai risposte, o forse le avremo solo quando, morto ogni "germe di ribellione", vivremo tutti sottomessi e silenziosi. Dubito ci daranno mai queste risposte.
(Un piccolo inciso di "putea" (bottega). Tra i partiti politici presenti, secondo la stampa, ci sono i Verdi e il 5stelle. Citerebbero pure il partito della salama, pur di non parlare mai della Federazione della Sinistra).
giovedì 23 giugno 2011
Padania's got talent

Casus belli? l'Italia peggiore? Fancazzisti? Questi giorni post-elettorali/referendari di giugno ci hanno regalato perle comunicative a frotte.
Partirei da Giorgio Stracquadanio, che, preso da un attacco di autolesionismo pure, ha dato contro prima ai dipendenti pubblici, rei di "non fare un cazzo" (e qui cito) e poi ha chiamato "panzone" il blogger democratico Mario Adinolfi, distinguendosi per il suo eloquio maturo e privo di eccentricità. Forse vi ricorderete di Stracqui per affermazioni a favore della prostituzione per fare carriera politica, o per quel toccante pensiero sul terremoto aquilano: "era una città che stava morendo, indipendentemente dal terremoto e il terremoto ne ha certificato la morte civile" ed altri innegabili spunti di acume intellettivo.
E Brunetta può essera da meno? Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, ha avuto l'ardire di tacciare i precari come "l'Italia peggiore", interrompendo, durante una conferenza, una donna che interveniva, a nome della rete dei precari, per porre delle domande al Mini-stro(nzo)! Renato non è nuovo a queste uscite di stile; come dimenticarsi degli attacchi alle "retrograde" Calabria e Campania, ai "fannulloni" della Pubblica amministrazione (ecco da chi l'aveva sentita Stracqui), al "culturame" riferito al mondo del cinema italiano.
Che elementi fantastici, che personalità di spicco, quanta moderazione dal Popolo delle Libertà; avranno prima sentito Bisignani, o se ne sono usciti così, giusto per prendersi un po' della libertà che c'è nel nome del loro movimento?
Ma, per fortuna, non c'è solo il Pdl. Fremiti di goduria si sono provati anche a Pontida, dove la Lega Nord ha tenuto l'annuale incontro per la stagionatura dell'erba per le mucche contro le Quote Latte. Tra un'ampolla e un rutto del leader, si sono susseguiti sul palco i farneticanti uomini verdi, osannati da una folla di signori dallo sguardo vivo e intelligente. Proposte epocali si sono succedute a ritmo frenetico; il vero coupe de theatre, già preannunciato qualche giorno prima dei ballottaggi, è la proposta di spostare a Monza, alcuni ministeri residenti oltre il Po. Niente di meno, c'era proprio il sindaco brianzolo Mariani a presentare il progetto: occupazione di parte della Villa Reale, capolavoro architettonico del capoluogo lombardo, nonchè dotata di un parco immensamente meraviglioso. Su questa proposta si è scatenato il macello; Polverini e Alemanno hanno levato gli scudi in segno di protesta contro il governo e la maggioranza. Ed è proprio il sindaco di Roma, che ospite al tg di La7, che cerca di dialogare, in diretta tv, con l'esponente più importante della Lega a Milano, Matteo Salvini (si, quello dei posti riservati ai milanesi sui tram). Alla domanda del conduttore Mentana, se fosse quello il "casus belli" in grado di scatenare la caduta del Governo, il buon Matteo, per meglio adattarsi all'ambiente che lo circondava, risponde da Pontida che saran pure belli, ma a Roma ci son troppe cose. Che pure tu, Mentà, ti metti a sparare sulla croce rossa?
Quando ho scritto l'articolo, hanno detto "solo" questo. Ma, viste le premesse, sono convinto possano fare meglio, quindi mi perdonerete le eventuali omissioni. Signori, qui si vaga nel buio più totale. Non accendete la luce però, è così divertente!
martedì 14 giugno 2011
“Sì, sì, sì, sì, legittimo godimento” (articolo per il sito siderlandia.it)

Apro il mio pezzo di analisi del voto referendario del 12 e del 13 giugno, riportando una delle tante frasi che sono comparse sui cartelloni della festa tenutasi a Roma per il raggiungimento del risultato.
Ebbene, ha vinto con esito a dir poco plebiscitario il Sì per tutti e quattro i quesiti: privatizzazione dell'acqua, profitti sull'acqua, legittimo impedimento, energia nucleare. Mi pare inutile stare qui a spiegare di cosa parlassero uno per uno, sicuro che i lettori del pezzo sono più che informati a riguardo. Il risultato era assolutamente scontato, era palese. Meno, molto meno, il superamento del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il cosiddetto e, per molti amanti dei referendum (come i radicali), stramaledetto, quorum, lo “scattaquorum” come, molti come me, hanno ribattezzato in queste ore di attesa dell'esito elettorale.
Fin dalle 22 di domenica sera, ora di chiusura dei seggi della prima giornata elettorale, però l'affluenza era già ben al di sopra delle aspettative: 41%, cosa che, la mattina di lunedì, ci ha fatti svegliare piuttosto sereni, visto che, come al solito, ci sono sempre quegli stronzi (con stima, in questo caso) che si vanno a recare all'ultimo a votare, giusto così per farti stare un po'in pena.
Tran tran di numeri, di cifre in questa due giorni; da mesi ormai che sul web, secondo me fondamentale per il raggiungimento del quorum, si contattava la chiunque per ricordare delle elezioni, visto che i media mainstream (i tg soprattutto) sembravano, come da velina governativa, glissare su quest'argomento. Alle 15 di lunedì, arrivano le prime certezze dell'ottimo lavoro, anche se Maroni e Berlusconi, con un ultimo colpo di coda, in barba a qualsiasi legge di turbativa dell'esito elettorale, poco prima della chiusura dei seggi, tranquillizzavano sul superamento del quorum. Il 56% o giù di lì degli aventi diritto si sono recati alle urne. Esplosione di gioia in tutte le piazze, comprese quelle virtuali. Un'ulteriore “sberla”, come la Lega si affretta a commentare, dopo 15 giorni appena dai ballottaggi. Ma chi ha vinto e chi ha perso queste elezioni? Perso è facile da dire, Silviuccio e Confindustria care. Vinto ,un po'meno: sicuramente i vari comitati referendari, quello sull'acqua pubblica, sul no al nucleare e sul legittimo impedimento più i partiti tipo Federazione della Sinistra, Italia dei Valori e Sel, che sin da subito hanno appoggiato con tantissimi banchetti in tutta Italia la raccolta firme per la presentazione dei quesiti. Ha vinto la base del Pd, un'altra volta, che inizia a pesare un po'di più nel partito, anche dopo i voti di Milano e Napoli, che hanno spinto la dirigenza ad appoggiare in toto tutti i referendum, anche se i mal di pancia sono stati molto forti. Ha vinto la società civile, la cosiddetta “riscossa civica” (che, personalmente, le ha già scassate), che per una volta, al di là dei partiti di appartenenza si è recata a votare, stracatafottendosene degli appelli dei leader al non voto che, pur di portare a casa la pagnotta, sicuri che, un confronto ad armi pari, avrebbe sgretolato ulteriormente il loro consenso nel Paese, hanno preferito arroccarsi sulle posizioni dell'astensione. Bella figura, avete fatto! Le facce a lutto di La Russa, Santanchè, Belpietro e Fede sono sempre una soddisfazione, soprattutto in queste giornate piovose, almeno qui al nord. Non ve l'aspettavate, che portavamo a votare anche gli anziani di 99 anni, come avremmo portato a votare anche quelli che avevano fatto filtrini della loro tessera elettorale?
Spero mi perdonerete l'asperità di alcuni termini, ma quando ci vuole, ci vuole; e spero, anche, che questo bel “vento di cambiamento” continui a spirare ancora un po' nel nostro Paese, che dopo anni di zaffate pestilenziali, mi sa che proprio non ne poteva più!
mercoledì 8 giugno 2011
Indifferentemente

Dante nella Divina Commedia, tramite il personaggio di Virgilio, così diceva degli ignavi: "Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa." La figura dell'ignavo, da qualche anno, è tornata di moda. Il moderno neutrale, colui il quale non si esprime. Da non confondersi con tutti coloro i quali si astengono dal voto: molti di loro, come anche Raniolo riconosce nel testo "La partecipazione politica", col loro non presentarsi in cabina elettorale, vogliono esprimere un disagio, vogliono dare un segnale di incazzatura, mista a delusione e senso di ribrezzo per l'attuale classe dirigente. Non mi riferisco a loro, che, si può essere d'accordo o meno, esprimono così il loro parere, perchè almeno un'idea se la sono fatta.
Parlo ai neutrali (gli ignavi del 2000); voi che mai vi interessate, troppo presi dalla vostra vita, che troppo sprecate per informarvi del vostro futuro, secondo voi Dante aveva ragione a piazzarvi nell'Inferno? Secondo me, si! Sono sicuro che nemmeno sapete che il 12 e il 13 giugno si decide se cacarvi un reattore nucleare in casa, se permettervi ancora di possedere un bene prezioso per l'umanità come è l'acqua, e se fra qualche tempo a comandarvi sarà una elite di ingiudicabili. Troppo pieni di impegni, a decider dove andare in vacanza, a mettere i soldi da parte come i bambini per permettersi qualche giornino in più in Sardegna (prisi, vi avviso che hanno aumentato i costi del viaggio in traghetto, quindi attaccatevi al tram!). Come redimervi, almeno un po', mi chiederete. Ecco, in questi giorni, andate a cercare la vostra tessera elettorale, chissà dove è sepolta, sicuramente si troverà sotto un vecchio numero di Sorrisi e Canzoni con la foto di Corrado in copertina. Alzate il vostro culetto dal divano, tanto il campionato è finito, scendete di casa ed invece di andare a messa, andate in quella scuola maledetta, con quei numeri del cacchio scritti in alto, affianco a quella parola che sa di stantio "SEGGIO". Entrate dentro, cercate il vostro, date il vostro documento e vi danno quattro lenzuolini. Entrate dentro la cabina, e c'è solo da cacare una X, nemmeno lo sforzo, immane per chi il massimo che scrive è la lista della spesa, della preferenza. Forse è capace che quell'odore rancido di scheda vi faccia tornare voglia di guardare meno stronzate in tv, e di informarvi un poco di più. Almeno solo per dirvi, "..cazzo ma già negli anni Ottanta ho votato per dire no al nucleare, ancora?". Perchè, quando non vigili, perchè sei troppo impegnato a mandare sms per salvare Tizio dalla casa, i vecchi mostri a volte ritornano; il nucleare, le cinquantamila ore di lavoro alla settimana, le malattie non pagate, ecc. Pensavi che ormai fosse tutto bello che assodato, ed invece no! Te le devi difendere queste cose, e mica puoi farlo da indifferente. Gramsci diceva: "Odio gli indifferenti. [..]L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?". Non vi lamentate, poi. Io ve l'avevo detto...di certo non sono nè Dante Alighieri, nè Antonio Gramsci, però anche io non vi sopporto. Io non ci sto a pagare la vostra indifferenza. Datemi del "partigiano" ora!
sabato 28 maggio 2011
L'è un punk Islam

Capolavori teorici, visioni al limite dell'ineguagliabile, fenomenali spot di altissimo livello tecnico, pregiudizi a gogò e affermazioni politicamente sconcertanti e violente. Ecco spiegata, in poche parole, la campagna pidiellino-leghista in questa tornata elettorale.
Napoli e Milano diventano le città dove l'armata d'Arcore si scatena, forse come mai ha fatto, o almeno mai con questa densità ed intensità. Droga a Palazzo Marino, stanze del buco, ecopass e multe condonate, figuranti, furti d'auto, finte risse, rocker ormai sul viale del tramonto e zingaropoli. Un qualsiasi consulente politico, leggendo questa sequela di follie, avrebbe le convulsioni. Non i comunicatori della Moratti, cambiati fra il primo e il secondo turno che impostano una strategia talmente disperata da non meritarsi neanche un briciolo di serietà di risposta.
Infatti, fantastica è stata la reazione, soprattutto sui social network, dei sostenitori di Pisapia, che hanno lasciato libero sfogo alla fantasia per destrutturare e ridurre in poltiglia le congetture e le illazioni della banda dei berluscones. La scelta di rispondere in maniera ridicola ad affermazioni talmente paradossali che possono presupporre una nevicata in Agosto, è stata una scelta gloriosa e colossale. Come un cavallone culturale che ha inondato la rete per sommergere i penosi tentativi di questa destra sempre più meschina ed ignobile.
C'è chi parla di vento di cambiamento, una cosa un po'retorica ma potenzialmente esatta. Io, invece, affermo, come faccio da anni, che la feccia vada seppellita sotto una montagna di risate e sfottò; presi seriamente, questi mesti personaggi, vengono automaticamente elevati ad interlocutore credibile, e riconosciuti come legittimi portatori di valori. Questa destra non ha nè un minimo di credibilità, nè un minimo di valori, se non quelli legati al guadagno e al cadreghino. Culturalmente ignobili (possibile un raffronto serio fra quel capraro di Lettieri e Luigi De Magistris?), volgari come nemmeno il più bieco "cuzzar arricchisciut" (vedi la Santanchè o altri personaggi dalla dubbia educazione), meschini (l'attacco della Moratti a Pisapia sul furto d'auto, non può essere definito diversamente), razzisti (le parole sui rom e sull'Islam sono da Ku Klux Klan iper-radicale) e criminali.
La destra berlusconiani ha finalmente svelato il suo volto, fin tanto che persino la Chiesa (ed in qualche modo anche Comunione e Liberazione, potentissima in Lombardia) ha preso le distanze, con le parole di Tettamanzi.
Sinceramente la cosa che mi fa sperare è che, non è un caso, questa forza propulsiva ad un cambiamento sia tutta opera, e questo è innegabile, di candidati di Sinistra, e non della sinistra "a chiacchiere" veltroniana. Credo sia un segnale forte dell'elettorato di sinistra; che non si provi a spostarsi verso il centro; la credibilità non sono più Casini e compagnia cantante (il loro 5 per cento nazionale, qualcosa dovrebbe anche farvi capire). Quindi, carissimi amici del Pd, moderazione un paio di palle! De Magistris, Pisapia e Zedda vi dimostrano, visto che finchè non sbattete il muso contro la cacca non capite, che i candidati all'acqua di rose non pagano e non pagheranno più. Ed ora, sperando (ma ne dubito) che abbiate capito, cerchiamo di recuperare quanti, stanchi di questa caccia al moderato, fintanto di mostrarsi tali anche negli atteggiamenti e negli affari, cerchiamo di recuperare quanti hanno scelto quella stantia e vecchia folata di anti-politica. Checcè Grillo ne dica, a votarlo, sono stati molti di quegli "uguali" di sinistra che non sopportano più il cerchiobottismo piddino e l'evanescenza e la frammentazione dell'ala meno democristiana del centro-sinistra.
Ci volevate cancellare, ma siamo ancora qua, alla faccia vostra!
giovedì 12 maggio 2011
Batti batti le manine!

E poi dicono che in Italia non c'è più solidarietà! Qualche giorno fa in un'assise di Confindustria, svoltasi in quel di Bergamo, il lampante esempio che speranze per l'umanità ci sono.
E' un giorno di maggio, e tutta la crema dei ricchi imprenditori è riunita. Arriva il signor Espenhanh, amministratore delegato della Thyssenkrupp. Applausi della platea; applausi di vicinanza, per la tragedia umano-giudiziaria che colpisce quest'uomo e alcuni dei suoi sottoposti. Pensate bene, condannati di omicidio volontario per aver causato, per loro stessa negligenza, la morte di 7 lavoratori di Torino nel 2007.
Diceva Pietrangeli “e pensi che ambiente che può venir fuori: non c'è più morale, contessa...” se dei giudici si mettono a sentenziare su degli imprenditori, che in barba alle più elementari norme di sicurezza, uccidono dei miseri operai. Orsù, son dei semplici manovali; vorrà ben valere di più la libertà di un industrialotto qualunque, delle vite di 7 operai. Già dallo stipendio, dovremmo averlo capito; mica l'ad guadagna quanto 7 pulciosi metalmeccanici!
E giù applausi allora; che non si dica, e non si pensi, soprattutto, che si debba essere a norma; le norme son cose da '68; belli miei, son finiti i tempi in cui si poteva rivendicare qualcosa; ve l'abbiam lasciato per qualche anno la possibilità di potervi sentire un po' più borghesi, così giusto per rammollirvi un po'. Vi abbiamo lasciato pensare che, ormai, era tutto assodato, tutto normale. Ma signori miei, il profitto dove lo mettiamo?
Dico, abbiamo difficoltà; c'è la crisi; ho appena parcheggiato la mia Lamborghini fuori, e voi mi venite a fare il pippotto sulla sicurezza sul lavoro? Ma volete, che le aziende estere, come gli amici Thyssen stanno facendo a Terni, smantellino i loro insediamenti, perchè in Italia la magistratura, come dice il nostro collega Silvio B “rossa”, possa fare il buono e il cattivo tempo? Condannarmi, così, a passare anni in carcere per omicidio? Ma è una cosa fuori dal mondo..fosse una giuria di pari a emettere tale sentenza, ancora si potrebbe starci attenti; ma se tutti i miei pari sono d'accordo con me, applaudono quando qualcuno, mistificamente giudicato assassino, fa la sua comparsa a qualche riunione.
La solidarietà di classe, ecco cosa è! Noi sappiamo di essere tutti sulla stessa barca; e tu, operaiuccio di un Paese della Val Brembana, che te la prendi col migrante, tu a che classe appartieni? A nessuna più, è vero! Non hai più dei sindacati; non hai più dei partiti; non hai più nessuno che ti difende, che ti aiuta; non hai pari, c'è solo chi sta peggio di te, e vuol farti le scarpe, e chi sta meglio di te, modello a cui aspiri. Speriamo che continui a pensarla così; io, nel frattempo, mi rilasso e decido che fare di te; che faccio, delocalizzo?
sabato 23 aprile 2011
Antifascismo del terzo millennio

Tra qualche giorno, Lunedì, è il 25 Aprile. Giorno di lutto per alcuni, giorno di Festa per altri, solo Pasquetta per quegli animali da cortile, orfani di recente del loro principale riferimento culturale.
Sono andato, proprio l'altra sera, ad una Assemblea sull'Antifascismo. Sapete quelle fantastiche sedute di psicoanalisi collettiva in cui ognuno fa vedere che bravo comunista è ai suoi pari? Purtroppo, quello che mi aspettavo di sentire si è palesato quasi immediatamente. “E Mussolini è una merda” ,“Forza Nuova è un grosso problema” e “i valori della Resistenza si sono persi”: le solite menate buone per farsi forza in questi anni bui. Nulla di più, noia mortale. Ed è in quei momenti che pensi “Come posso spiegare ai compagni, che il Fascismo non è solo Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Fascismo e Libertà o i Nazisti dell'Illinois?”. Il Fascismo non è fatto solo dai nostalgici dell'italico maestro di scuola elementare.
Se dovessimo fare un'analisi sulla situazione dell'Antifascismo italiano, saremmo impietosi. Un movimento che è palesemente vittima della mentalità da stadio. Parecchi antifascisti “di professione,” purtroppo, ragionano sugli stereotipi del tifoso della squadra avversaria. Sembra di vivere in un derby continuo, un Taranto-Bari perenne, un Como-Varese di ogni giorno. Una caccia al “bambacione” o “babbo” di turno, che ha scorreggiato dalla sua mente un “Dux Mea Lux”, non sapendo, nella stragrande maggioranza dei casi, che cazzo voglia mai dire sta Lux! Quando ci accorgeremo che il fascista non è solo questo sarà troppo tardi; anzi ormai la frittata è fatta, visto come sta andando la società. Ci siamo fatti fottere, compagni miei! Ci hanno messo gli specchietti per le allodole, i bambinetti forzanovisti o i coglioncelli di CasaPound (che i “compagni” di Sinistra e Libertà in Puglia, ed è notizia fresca e raggelante come un Frigor, hanno deciso di legittimare, con una iniziativa comune di dubbia valenza), per mascherare il vero fascismo.
Cosa è il precariato? Cosa è la xenofobia? Cosa è l'omofobia? Cosa è l'odio per il più debole? Cosa è l'aspirazione al raggiungimento di una vita alla Briatore, alla Lapo Elkann? Non ce ne siamo resi conto, eppure in questa società, piano piano, poco alla volta, il vero fascismo è entrato, è entrato nel vivere quotidiano, dentro la testa di tutti. E noi, attenti al bimbetto di Forza Nuova, ci siamo fatti prendere alle spalle, e siamo sprofondati nell'oblio; una oscurità, che non è solo quella che i media ci hanno imposto, a favore di una sinistra molto più tranquillizzante e stereotipata, molto più radical chic che affolla i salotti televisivi, i giornali, le conferenze e le radio. E' una tenebra che ha preso anche noi, che tuttora siamo incapaci di reagire, capaci solo di abbaiare alla luna, divisi nei nostri miseri feudi, nei nostri “son più comunista io di te”. Le lotte degli operai, dei braccianti e dei proletari non sono proprio servite a nulla, visto dove, anche per la nostra imperdonabile distrazione, siamo finiti. Non penso sia questo l'avvenire che quelle lotte prospettavano; non di certo possiamo continuare a pensare che Berlusconi sia il fascismo in Italia; è solo un altro specchietto che ci hanno messo, una lucina per fare dormire i bambini, e spegnere la luce. Ecco, in questo buio, convinti di essere nella luce, e che il nostro dovere lo stiamo facendo davvero dando addosso solo a Silvio e ai suoi poggiapiedi, il fascista agisce: impoverisce, si arricchisce, sorride e si indigna nel vedere che ancora qualche comunista in giro c'è. La Lega, Forza Nuova, i ticinesi di Bignasca o l'ultra-destra finlandese ci fanno capire che tutta l'Europa è sotto questo giogo, che la direttiva Bolkestein ha sancito essere legittimabile.
Forse, con questo testo, avrò fatto capire, ai miei compagni, il perchè ho sempre preso in giro i “cosiddetti” neo-fascisti, quei buzzurri che vanno inneggiando l'impero romano. Il capitalismo, cari miei; è quello che ci sta fottendo! Chi lo accetta, si deve rendere conto, di essere un complice e uno dei tanti colpevoli delle nefandezze del Ventunesimo Secolo.
mercoledì 6 aprile 2011
Comunicato arditi contro la Disposizione Transitoria

Barbari cospiratori dello Stato s'affannano, nelle loro bolsceviche intenzioni, a bloccare l'avanzata indomita e parlamentare delle validissime richieste del regio drappello di deputati, valorosi uomini che sfidarono, senza mostrare alcun segno di ottenebrata paura, la corporea sionista!
Nonché, s'affrancano dai loquaci generali che, essi stessi, negando il loro fulgido appoggio, si disonorano e si contraggono nella vana ricerca di una ebete e eunuca democrazia. Ma no, dicono ai cavernicoli imbelli, gli arditi di questa ondata infermabile. All'urlo di “o Disposizione Transitoria o morte!!!”. Che s'aggueriscano queste cloache, che si sollazzino delle parole concilianti dell'uomo della Trinacria, Schifani. La cosa, per noi indomiti, non è che un colpevole ritardo, costretti per 60 anni a vedere il mondo dalle meravigliose case che il nostro Duce ci ha costruito (le fogne, nda), e dal quale il nostro novello Re Silvio s'è fatti riemergere. Non senza essere costernati, nel nostro peregrinare audace, s'è perso uomini, valorosi combattenti che oggi ridono e scherzano, si trastullano e si accucciano con le forze moscovite, ancora tignosamente presenti sul suolo italico. Noi si è rimasti ardui costruttori di un partito, che per forza d'ironia s'è deciso d'appellare con “Popolo della Libertà”. Se l'immagini il nostro padre, che noi ci si è decisi di fondare un movimento con siffatto nome. Sarebbe stata una reazione intransigente ed indefessa, non avrebbe compreso il valente sforzo dei nostri arditi, che mascherandosi da liberali mezze calzette, si sarebbero rivelati solo dopo qualche lustro. Non s'è capito, eppur qualche segnale s'era dato. La nipote della Nostra Luce s'è battuta, s'è spronata e s'è resa forte, proprio per dare voce e ineguagliabile coraggio alla nostra folla oceanica, alle nostre fierissime schiere. Per ridarci vigore, allora si è deciso di presentare, con fulgente precisione, l'annullamento della vile e sciatta Disposizione Transitoria, che non ci permetteva, dopo anni di imposto e volenterosissimo oblio, di ricreare il nostro vero Partito, di dare un reale nome alle nostre idea. S'era stufi di nascondersi dietro un dito! Basta, s'è imperiosamente detto, non si può continuare in questo modo! Ed è come colpiti al cuore, un nucleo vitalissimo di un movimento ormai lontano dai nostri lidi, cosiddetto Futuro e Libertà, ha ardimentosamente cercato di tirar fuori la testa dal fango democratico, per poi essere ricacciato giù da opportune manovre di palazzo di un omuncolo dal cognome volgare, volte a destabilizzare il nostro clamorosissimo principio.
Non c'arrenderemo, la morte non ci spaventa! Un virile abbraccio al camerata Cristiano De Eccher, e agli altri confirmatari, provetti figli della lupa, paladini dell'impero romano. A noi!
sabato 2 aprile 2011
The Mandurian Candidate

Dalle terre, a volte, umanamente desolanti in cui vivo, sto vedendo in questi giorni tutto quello che accade nelle zone che mi hanno visto nascere e crescere, e diventare quello che sono.
Taranto, e più precisamente Manduria, sta subendo l'inadeguatezza del nostro governo. Un territorio che, da sempre, subisce un'assenza dello Stato (se non per l'ingombrante presenza della Marina Militare), manifestatasi con i vari disastri ambientali che, nel silenzio quasi assoluto, stanno colpendo le vite dei miei concittadini. A quest'assenza però, abbiamo saputo reagire solo con un'altra assenza, quella di umanità. Ebbene sì, essendo un popolo sfruttato, ferito e umiliato, abbiamo deciso di condividere forzatamente questi dolori con i migranti africani che nei giorni scorsi sono sbarcati sull'Isola di Lampedusa. Colti da un improvviso (e neanche tanto) attacco di leghismo, quasi desiderosi di non essere da meno di un Gentilini qualunque, alcuni cittadini manduriani hanno dato vita alle ronde. Animali da cortile, neofascisti imbevuti di Primitivo (capisco ora la scelta del nome) e cittadini drogati di televisione e di informazione berlusconiana, hanno preso la palla al balzo e si sono autonominati sceriffi, con il tacito consenso delle forze dell'ordine. Che ci fosse il Far West, ce lo saremmo dovuti aspettare. Però non è tutta Manduria a subire rigurgiti xenofobi, sia chiaro. Il lavoro che molti giovani hanno fatto e stanno facendo per aiutare o documentare quello che accade nella tendopoli è encomiabile e ci fa sperare in un futuro migliore o meno schifoso di quello che ci si prospetta. Sono sinceramente imbarazzato, devo dirla tutta, del comportamento degli sceriffi, che caricano sui loro furgoni bianchi (come dimostra il video realizzato da un bravissimo reporter salentino di TeleRama http://www.youtube.com/watch?v=RMxzN-WB_0E) gli uomini appena catturati. Si perchè è una caccia. Non ci vuole un sociologo per capire che, ormai, è il più debole la vittima delle nostre violenze. Si è solo capaci di abbaiare con le istituzioni, ma quando si tratta di mordere, lo si fa con l'immigrato, col senzatetto o con chi è comunque meno fortunato di noi. Il pericolo è sempre sotto di te, non è mai sopra. Il razzismo è questo, e Manduria ce lo dimostra. Nel disinteresse dei potenti dell'Europa e dell'Italia, si è solo in grado di prendercela coi disperati, che, ricordo per chi fatica quando attacca le sue tiritere xenofobe, vengono nel nostro Paese perchè sono costretti dalle condizioni di povertà o di disagio sociale, proprio come facevano i nostri bisnonni e i nostri nonni che se ne andavano, ad esempio, in Argentina, in Australia o in Germania. Visto che siete talmente drogati di televisione, un po'di Carramba che Sorpresa ve lo dovreste pur ricordare. “DALL'ARGENTINA DOPO 40 ANNI E' QUIIII!” non vi fa tornare in mente proprio niente? E poi, non è che partivano solo i poveracci in cerca di fortuna..prendevano il largo anche i malavitosi (avrete visto anche il Padrino, immagino). L'immigrazione è questa belli miei, caduti dal pero. Non è che noi siamo stati l'esempio fulgido di correttezza nei Paesi che ci hanno ospitato. Vabbè, ma si sa bene che la memoria è corta quando non fa comodo.
La Lega è dentro tutti noi ormai, e forse in noi tarantini, un po'di malsano “padanesimo” c'è sempre stato. Cito insegna, e la colpa è anche nostra, che non siamo riusciti a presentare un modello valido d'alternativa a questo scempio, che fa leva sulle paure primordiali dell'uomo. Forse è davvero arrivato il momento di rimboccarci le maniche, mica “a chiacchiere” come fanno Bersani e il suo Pd, che alla ricerca di una stima internazionale ha appoggiato l'intervento anglo-francese in terra libica. Non possiamo stare a guardare ancora per molto.
mercoledì 16 marzo 2011
Italyan, Yılan ve American Casusu Çikti

Parafrasando un titolo di un fantastico album di Elio e le Storie Tese del 1992 (Italyan, Rum Casusu Çikti), che riportava il titolo di un giornale turco su una presunta spia italiana greca nel territorio turco-cipriota, oggi vorrei parlare della spia che su RaiUno, dopo la dose serale di morfina in salsa arcoriana del fedele Augusto, conduce il programma Qui Radio Londra (o meglio Qui Radio Lonza, come ho letto su qualche sito).
Le prime due serate dello show, che prende il posto, dopo anni di nulla, del Fatto di Enzo Biagi, non hanno brillato nei dati Auditel. Leggevo di un crollo di ascolti, rispetto al Tg1, che già non gode di ottima salute, di un milione di telespettatori, che probabilmente preferisce Enrico Papi e il suo Transformat (programma orribile, nda) alle invettive del Giulianone nazionale. Nelle prime due puntate sono state affrontate due tematiche di attualità scottanti: la questione giapponese e il caso Ruby. Mentre la prima puntata poteva sembrare d'obbligo, visto la vasta eco che il terremoto e la crisi nucleare nel paese nipponico investe le attuali cronache mondiali, la seconda puntata ha fatto ripartire i tentativi ferrariani della lotta contro il finto perbenismo e il finto moralismo. Che si debba accettare lezioni di morale da questa gente, sicuramente fa ridere. Come scatena ilarità che a farlo sia proprio Mister Anti-aborto o Mister Pro-Life, il ritratto della salute, proprio. Parlare ulteriormente del caso Ruby, che ha vessato la pazienza di ogni italiano, è una colpa di cui non voglio macchiarmi nuovamente. Quindi preferirei porre l'attenzione su due notizie che non hanno raggiunto molti dei media mainstream italiani: Borghezio e LePen che vanno a Lampedusa e la Lega, che durante la seduta del consiglio regionale lombardo, abbandona l'aula durante l'esecuzione dell'inno italiano.
La seconda non fa così tanto scalpore. Ormai dai leghisti ci si può aspettare di tutto, sempre sicuri di un apporto civile ed elegante alle questioni nazionali. Si rimane sorpresi, ma neanche tanto, del silenzio assordante dei maggiori partiti di opposizione, che davanti a questa scenata padana non hanno battuto ciglio. Persino il fratello di LaRussa, uno dei caporioni del Pdl lombardo, si è indignato, chiaramente per l'offesa alla patria (collutorio in bocca, prima di parlare dell'Italia).
Ma Borghezio e LePen che vanno a Lampedusa dai migranti le batte tutte. Non solo queste povere persone, in fuga dai loro Paesi straziati dalla fame e dalle condizioni invivibili, hanno dovuto affrontare il distacco dalle terre d'origine e un viaggio lungo giorni, settimane, mesi su imbarcazioni di fortuna, ma devono anche sorbirsi l'arrivo del peggio che la cultura europea ha espresso negli ultimi anni. La Convenzione dei Diritti dell'uomo di Ginevra non dice niente a riguardo? Non ci sono sanzioni da comminare ai responsabili di questa gita dei due grossi elementi? Va bene che sia la Francia che l'Italia cercano in tutti i modi di arginare il flusso migratorio, ma è tremendo farlo in questo modo.
Per concludere, pensavo che mai i prodotti che Alessandro Di Pietro fa parlare nel suo Occhio alla Spesa potessero avere talmente successo da intraprendere una carriera esterna al programma di RaiUno, ed invece non è così. I prosciutti hanno avuto più fortuna delle melanzane. Uno ha deciso di diventare europarlamentare, e l'altro è riuscito a condurre un programma in prima serata. C'è chi dice che in Italia non c'è spazio per tutti, che bisogna prostituirsi per avere visibilità, sia in politica che in televisione. Non credo che due cosce di maiale possano arrivare a tanto. Non sono poi così tanto affascinanti!
lunedì 28 febbraio 2011
Paritariamente vostro

La scuola pubblica in mano ai comunisti? Ebbene sì, dopo vent'anni di fininvestesimo, l'istruzione non si riesce, ancora, a togliere dalle mani dei nostalgici del Pcus. Fortuna che ci sono i baluardi cristiani o i buoni vecchi volponi delle scuole simil Cepu che tentano di battere sul campo l'orda bolscevica degli insegnanti. Eppure ricordo i miei delle scuole superiori, e così tanto leninisti non erano. Per chi pensa che ogni corpo docenti di ogni istituto sia un soviet, l'avrei invitato volentieri a seguire le lezioni della mia prof di filosofia, che amabilmente pensava fossi un ritardato, che cercò vanamente paragoni fra Bush e il superuomo di Nietzsche, che si offese profondamente quando decidemmo di esporre la bandiera della pace ( "è un simbolo di partito, vergogna"), che dedicò a Marx meno di mezzora di programma, liquidandomi dicendo "non abbiamo tempo" e successivamente dedicando due mesi a Heidegger; li farei discuture coi vari prof che spesso ci invitavano ad andare a studiare coi Gs (gli studenti medi di CL) e di andare ai loro ritiri spirituali. Gente che, approfittando di miei compagni conniventi (ahimè!), faceva girare in classe fogli di una petizione (made in Comunione e Liberazione, chiaramente) che chiedeva la parificazione di scuola pubblica e privata, in seno ad un finto germe di libertà, per i genitori, di mandare i figli agli istituti non ancora definiti "paritari". Perchè, sicuramente, tali officine di diplomi avrebbero abbassato le rette se fosse passata la legge con gli annessi incentivi. S'ha vist, si direbbe in quel di Taranto. E come dimenticare Tommy, il nostro preside. L'uomo fascistissimo con l'aquila littoria in ufficio, che minacciava sospensioni ad ogni minima manifestazione.
Ed è questo che, purtroppo ricordo, portandomi dietro il mio misero 68 di maturità, anni di lotte e di scomuniche, di insulti e di derisione. Molti dei miei compagni, come me, poco inclini al servilismo hanno avuto quel che meritavano dalla vita dopo 5 anni non rosei, si sono realizzati, mentre alcuni, fra i più inclini al compiacimento, sono miseramente crollati uscendo dal liceo.
Ecco, leggo le parole di Berlusconi in differita (ero a Berlino, fortunatamente) e penso di essere andato in una scuola di un altro stato. Perchè, come moltissime scuole private in mano ai servi di Dio, anche la mia non batteva bandiera vaticana?
Vorrei, e qui chiudo per il ritorno di pensieri poco piacevoli del mio passato scolastico, che mio figlio fosse più fortunato di me, e che andasse in una scuola libera dall'influenza cattolico-finanziaria, libera di avere le stesse strutture di quegli istituti che vivono, oltre che delle sovvenzioni governative, delle tasse di iscrizione e di frequenza; vorrei che mio figlio studiasse in una vera scuola pubblica, e non all'ombra dello Stato della Chiesa.
venerdì 11 febbraio 2011
L'abbiamo fatta grossa...

Maledetto...è tornato...dopo le liste Pro-life è passato alle manifestazioni pro-faig! Si, Giulianone è tornato fra noi con la sua eleganza tipicamente secentesca. Chi non è un assiduo lettor-masochista del Foglio (con la sua impaginazione di stampo gutenberghiano), sentiva una lancinante mancanza, una fitta perenne al colon. Per fortuna che Ferrara non si è fatto attendere ancora. Dagli schermi del tg1 (o cinegiornale Luce, ancora ci è poco chiaro) ha lanciato l'iniziativa a favore del premier e contro la magistratura sovversiva. E pensare che venti/venticinque anni fa, col suo modo sempre da gentleman inglese, faceva i picchetti (con mazzate annesse) davanti alle fabbriche. Lì già dovevamo accorgerci che qualcosa non andava (Cia a parte). Ma oltre a questa “fetecchia”(cit.), cosa è uscito dal ventre del comunismo e delle lotte operaie italiane? Ivi citerò grandi personaggi che abbiamo avuto, tristemente, fra le nostre fila, e che ora sono dalla parte giusta.
Tiziana Maiolo, ex giornalista de “Il Manifesto”, nei giorni scorsi ha avuto la squisitezza morale di fare questa affermazione: “È più facile educare un cane che un bambino rom [..] I cagnolini e i bambini, se tu li educhi, dopo sono educati - ha detto la Maiolo -. Ma se nessuno li educa... ma se fanno la pipì sui muri! Neanche il mio cagnolino la fa sui muri, solo sugli alberi”. La sua "umanità" si è espressa appieno nel commento alla morte dei 4 bambini nel rogo di Roma. Ed è stato assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano...come mettere la Gelmini ministro dell'Istruzione...ehm...no vabbè, ho sbagliato pietra di paragone.
Sandro Bondi, sindaco per il Pci di un comune dell'Emilia Romagna, ora portavoce del Pdl, nonché ministro dei Beni Culturali. E' lo Smithers della politica italiana, viscido e servile come pochi. Un amore talmente viscerale, da rinnegare le sovvenzioni allo spettacolo del nostro Paese per paura di perdere quell'egemonia culturale che il padre e padrone tanto faticosamente ha conquistato in questi anni di Fininvest-Mediaset-Publitalia. Capace di non prendersi un minimo di responsabilità per i crolli nell'area archeologica pompeiana, dando la colpa alle condizioni atmosferiche. Della serie: “io non c'ero e se c'ero dormivo”.
Giampy Pansa, fino alla metà degli anni Novanta nell'area intellettuale della sinistra, e coniatore di termini come “il giornalista dimezzato” (“in cui stigmatizzava il comportamento ipocrita dei colleghi che, invece di scrivere con la mente libera, "cedeva[no] metà della propria professionalità al partito, all’ideologia che gli era cara e che voleva[no] comunque servire anche facendo il [proprio] mestiere"”cit.). Uno, se non il, dei maggiori responsabili del revisionismo storico nell'Italia del berlusconismo. Con il suo “ciclo dei vinti”, ha dato una parvenza di umanità e di normalità ingenua ai giovani di Salò, e nel contempo gettando fango sulle lotte partigiane. Connivente, quindi, della strategia tutta post-fascista della parificazione, indegna, dei repubblichini con i resistenti.
Per chiudere il cerchio iniziato con Ferrara (e ce ne vuole) parliamo di Giovanni Lindo Ferretti, cantante dei compianti CCCP (punk filosovietico) e Csi (Consorzio Suonatori Indipendenti) e grande icona del mondo cultural-musicale dei giovani comunisti, nonché mio personalissimo eroe musicale. Scrivo di lui con grandissimo dolore. Da anni eremita nel suo paesino appenninico emiliano, non ci ha fatto mancare i suoi strali da ciellino contro l'aborto, l'eutanasia e la fecondazione assistita.
Basta, mi sento male. Devo chiudere qui. Abbiamo creato dei mostri, dei lacchè e degli eremiti. Mi giro intorno e penso, non so se a malincuore o tirando un sospiro di sollievo, che non saranno gli ultimi. Prossima fermata tra qualche anno. Ma io non scendo, no. Tanto prima o poi il controllore passa...
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