sabato 28 maggio 2011

L'è un punk Islam


Capolavori teorici, visioni al limite dell'ineguagliabile, fenomenali spot di altissimo livello tecnico, pregiudizi a gogò e affermazioni politicamente sconcertanti e violente. Ecco spiegata, in poche parole, la campagna pidiellino-leghista in questa tornata elettorale.
Napoli e Milano diventano le città dove l'armata d'Arcore si scatena, forse come mai ha fatto, o almeno mai con questa densità ed intensità. Droga a Palazzo Marino, stanze del buco, ecopass e multe condonate, figuranti, furti d'auto, finte risse, rocker ormai sul viale del tramonto e zingaropoli. Un qualsiasi consulente politico, leggendo questa sequela di follie, avrebbe le convulsioni. Non i comunicatori della Moratti, cambiati fra il primo e il secondo turno che impostano una strategia talmente disperata da non meritarsi neanche un briciolo di serietà di risposta.
Infatti, fantastica è stata la reazione, soprattutto sui social network, dei sostenitori di Pisapia, che hanno lasciato libero sfogo alla fantasia per destrutturare e ridurre in poltiglia le congetture e le illazioni della banda dei berluscones. La scelta di rispondere in maniera ridicola ad affermazioni talmente paradossali che possono presupporre una nevicata in Agosto, è stata una scelta gloriosa e colossale. Come un cavallone culturale che ha inondato la rete per sommergere i penosi tentativi di questa destra sempre più meschina ed ignobile.
C'è chi parla di vento di cambiamento, una cosa un po'retorica ma potenzialmente esatta. Io, invece, affermo, come faccio da anni, che la feccia vada seppellita sotto una montagna di risate e sfottò; presi seriamente, questi mesti personaggi, vengono automaticamente elevati ad interlocutore credibile, e riconosciuti come legittimi portatori di valori. Questa destra non ha nè un minimo di credibilità, nè un minimo di valori, se non quelli legati al guadagno e al cadreghino. Culturalmente ignobili (possibile un raffronto serio fra quel capraro di Lettieri e Luigi De Magistris?), volgari come nemmeno il più bieco "cuzzar arricchisciut" (vedi la Santanchè o altri personaggi dalla dubbia educazione), meschini (l'attacco della Moratti a Pisapia sul furto d'auto, non può essere definito diversamente), razzisti (le parole sui rom e sull'Islam sono da Ku Klux Klan iper-radicale) e criminali.
La destra berlusconiani ha finalmente svelato il suo volto, fin tanto che persino la Chiesa (ed in qualche modo anche Comunione e Liberazione, potentissima in Lombardia) ha preso le distanze, con le parole di Tettamanzi.
Sinceramente la cosa che mi fa sperare è che, non è un caso, questa forza propulsiva ad un cambiamento sia tutta opera, e questo è innegabile, di candidati di Sinistra, e non della sinistra "a chiacchiere" veltroniana. Credo sia un segnale forte dell'elettorato di sinistra; che non si provi a spostarsi verso il centro; la credibilità non sono più Casini e compagnia cantante (il loro 5 per cento nazionale, qualcosa dovrebbe anche farvi capire). Quindi, carissimi amici del Pd, moderazione un paio di palle! De Magistris, Pisapia e Zedda vi dimostrano, visto che finchè non sbattete il muso contro la cacca non capite, che i candidati all'acqua di rose non pagano e non pagheranno più. Ed ora, sperando (ma ne dubito) che abbiate capito, cerchiamo di recuperare quanti, stanchi di questa caccia al moderato, fintanto di mostrarsi tali anche negli atteggiamenti e negli affari, cerchiamo di recuperare quanti hanno scelto quella stantia e vecchia folata di anti-politica. Checcè Grillo ne dica, a votarlo, sono stati molti di quegli "uguali" di sinistra che non sopportano più il cerchiobottismo piddino e l'evanescenza e la frammentazione dell'ala meno democristiana del centro-sinistra.
Ci volevate cancellare, ma siamo ancora qua, alla faccia vostra!

giovedì 12 maggio 2011

Batti batti le manine!


E poi dicono che in Italia non c'è più solidarietà! Qualche giorno fa in un'assise di Confindustria, svoltasi in quel di Bergamo, il lampante esempio che speranze per l'umanità ci sono.
E' un giorno di maggio, e tutta la crema dei ricchi imprenditori è riunita. Arriva il signor Espenhanh, amministratore delegato della Thyssenkrupp. Applausi della platea; applausi di vicinanza, per la tragedia umano-giudiziaria che colpisce quest'uomo e alcuni dei suoi sottoposti. Pensate bene, condannati di omicidio volontario per aver causato, per loro stessa negligenza, la morte di 7 lavoratori di Torino nel 2007.
Diceva Pietrangeli “e pensi che ambiente che può venir fuori: non c'è più morale, contessa...” se dei giudici si mettono a sentenziare su degli imprenditori, che in barba alle più elementari norme di sicurezza, uccidono dei miseri operai. Orsù, son dei semplici manovali; vorrà ben valere di più la libertà di un industrialotto qualunque, delle vite di 7 operai. Già dallo stipendio, dovremmo averlo capito; mica l'ad guadagna quanto 7 pulciosi metalmeccanici!
E giù applausi allora; che non si dica, e non si pensi, soprattutto, che si debba essere a norma; le norme son cose da '68; belli miei, son finiti i tempi in cui si poteva rivendicare qualcosa; ve l'abbiam lasciato per qualche anno la possibilità di potervi sentire un po' più borghesi, così giusto per rammollirvi un po'. Vi abbiamo lasciato pensare che, ormai, era tutto assodato, tutto normale. Ma signori miei, il profitto dove lo mettiamo?
Dico, abbiamo difficoltà; c'è la crisi; ho appena parcheggiato la mia Lamborghini fuori, e voi mi venite a fare il pippotto sulla sicurezza sul lavoro? Ma volete, che le aziende estere, come gli amici Thyssen stanno facendo a Terni, smantellino i loro insediamenti, perchè in Italia la magistratura, come dice il nostro collega Silvio B “rossa”, possa fare il buono e il cattivo tempo? Condannarmi, così, a passare anni in carcere per omicidio? Ma è una cosa fuori dal mondo..fosse una giuria di pari a emettere tale sentenza, ancora si potrebbe starci attenti; ma se tutti i miei pari sono d'accordo con me, applaudono quando qualcuno, mistificamente giudicato assassino, fa la sua comparsa a qualche riunione.
La solidarietà di classe, ecco cosa è! Noi sappiamo di essere tutti sulla stessa barca; e tu, operaiuccio di un Paese della Val Brembana, che te la prendi col migrante, tu a che classe appartieni? A nessuna più, è vero! Non hai più dei sindacati; non hai più dei partiti; non hai più nessuno che ti difende, che ti aiuta; non hai pari, c'è solo chi sta peggio di te, e vuol farti le scarpe, e chi sta meglio di te, modello a cui aspiri. Speriamo che continui a pensarla così; io, nel frattempo, mi rilasso e decido che fare di te; che faccio, delocalizzo?